Regione Calabria

Basilica Santuario Tavola disegno 1

 

La Basilica Santuario di Maria Santissima dei Poveri è il principale luogo di culto cattolico di Seminara.

È ubicata nel centro storico sul Corso Barlaam. Nel 1586 è descritta da Marco Antonio Del Tufo, vescovo della diocesi di Mileto, "Chiesa di Santa Maria delli Poveri" dove è venerata «questa Donna Santissima alla quale il popolo deve grande devozione». Nel 1768 si dichiarava la Madonna dei Poveri patrona della città.

 

La chiesa venne distrutta dal violento terremoto del 1783 e prontamente riedificata, ma subì un ulteriore crollo con il terremoto del 1908, l’attuale Basilica fù progettata da Padre Carmelo Angiolini in stile romanico.

 

Vi sono conservati:

  • La statua lignea della Madonna dei Poveri del XII Sec.
  • Due statue marmoree di scuola Gaginiana di San Pietro e San Paolo del XVI Sec.
  • Un battistero del 500
  • Una Statua Marmorea del XVI Sec. della Maddalena di Rinaldo Bonanno
  • Una Statua marmorea di scuola toscana di Martino Montanini detto da Firenze del XVI  Sec. Chiamata degli uccellari
  • Infine vi sono due spazi espositivi: il Tesoro della Basilica e la Sala delle Reliquie.

 

Secondo la tradizione popolare, la statua lignea della Madonna dei Poveri fu  trovata nelle rovine di Tauriana annerita dalle fiamme dell’ultimo saccheggio  fattovi dai Saraceni. La tradizione riferisce ancora che questa sacra immagine si mostrò miracolosa fin da quando fu scoperta un Martedì Santo della settimana della Santa Pasqua da un gruppo di poveri che in una giornata piovosa si spinsero fino alle rovine di Tauriana in cerca di cicorie da mangiare; lì videro in un roveto una forte luce e spaventati da ciò tornarono a Seminara dove raccontarono al popolo ciò che avevano visto, lì accorsero i nobili e il clero ma non riuscirono a sollevare la pesante statua, che invece si rivelò leggera sulle spalle dei poveri e fu portata a Seminara con grande trionfo e proclamata  Regina e Madre dei Poveri.

 

La Madonna Nera è, a parere di tutti gli studiosi e della sovrintendenza per i  beni artistici, la più antica Statua Lignea di tutta la Calabria se non di tutta l’Italia Meridionale. Per due volte, a causa dei terremoti precedentemente citati, si salvò dalla distruzione totale della Città di Seminara. Veneratissima in tutta l’Italia Meridionale è oggetto di grande fede e  pellegrinaggi.  La sua processione avveniva anticamente ogni 15 agosto e, dopo il terremoto del 1908, avviene ogni 14 agosto. Fino alla fine del 1800 la processione era resa ancora più spettacolare per la presenza di un carro religioso detto “della bruna” o “vara”, che la seguiva per le vie del Paese.

 

 

  • La Maddalena in estasi

Quando ammirate un’opera d’arte sicuramente rimanete colpiti dalla sua estetica, dai colori, dall’impianto prospettico e, perché no, anche da ciò che si cela dietro le forme: vale a dire al concetto e al simbolismo che l’artista ha voluto trasmettere attraverso l’opera. Quando vidi La Maddalena di Seminara capii che l’arte non conosce peccato ma è l’uomo che, casomai, ne “sporca” la bellezza.

 

Questa magnifica figura in marmo di Carrara che va in estasi e con le mani congiunte sembra quasi che stia per spiccare il volo. Il vento divino le spinge la sottile veste tra le gambe e il panneggio che svolazza sembra il gorgoglìo delle onde in tempesta che agitano il mare, come accade nell’incantevole tratto tra Scilla e Cariddi.

 

Se scaviamo nella storia capiamo perché questa statua rappresenta una bellissima rarità. Osservando le statue o i dipinti di Maria di Magdala dopo il concilio di Trento esse sono bardate dalla testa ai piedi, come una suora.

Invece la bellezza di quest’unicum che si trova a Seminara è qualcosa di ancestrale e misterioso che sopravvive ancora nonostante i terremoti e il Concilio di Trento.

 

Il Concilio di Trento e la censura all'Arte Sacra

 

Fu infatti nel 1564, un anno dopo la fine del Concilio di Trento, che venne decisa la censura dei nudi “scandalosi”, molto nota è quella del Giudizio Universale nella Cappella Sistina.

Il compito venne affidato a Daniele da Volterra, il quale decise di coprire la nudità delle figure con le famose “braghe”, lavoro per il quale da allora è stato soprannominato il Braghettone.

La maggior parte delle braghe è dipinta a tempera sopra l’affresco originale, che quindi si è conservato al di sotto delle ridipinture. Ma c’è un’eccezione: nel caso di Santa Caterina d’Alessandria e di San Biagio, il Braghettone ha distrutto l’affresco di Michelangelo e ha rifatto, sempre ad affresco, le figure.

santi Tavola disegno 1

 

- Perchè?

 

Basta guardare i santi dipinti da Michelangelo (a sinistra, dalla copia del Venusti) e quelli rifatti da Daniele da Volterra (a destra): Santa Caterina era completamente nuda e San Biagio era accovacciato alle sue spalle, in una posizione molto indecente. Non bastava coprire i nudi con delle vesti, era altro il problema!

Così alla Santa è stato fatto un bel vestitino verde, completamente nuovo, salvando la testa, le braccia e la ruota del martirio, di mano di Michelangelo. Invece San Biagio è stato totalmente rifatto: ora non è più piegato sulla Santa e guarda, molto devotamente, verso il Cristo giudice. 

In fondo non è andata male, l’affresco poteva essere distrutto, evidentemente Michelangelo era più vicino a Dio dei suoi intolleranti censori.

 

Ma ritorniamo a Seminara, patria del Rinascimento Calabrese

 

La Maddalena venne scolpita da Rinaldo Bonanno (Raccuja, 1545 – Messina, 1600) che è stato uno scultore e architetto italiano, uno dei più importanti scultori della seconda metà del XVI secolo in Sicilia e Calabria.

Allievo di Giovanni Agnolo e Martino da Messina e poi di Martino Montanini, nelle sue opere traspare l’influenza della tradizione toscana e michelangiolesca, la sua arte fu accompagnata da elementi tardo gotici che si esprimono per esempio nei ricchi panneggi delle figure, e influssi dei Gagini.

 

Domenico Scordo

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